Willy Brandt

Resta come centro di ogni ambizione socialista l’idea di una società senza classi, che lasci dietro di sé l’oppressione economica e politica: i grandi punti di orientamento restano libertà, giustizia e solidarietà

(Willy Brandt, Links und frei: Mein Weg 1930-1950, Hoffmann und Campe, Hamburg 1982, p. 451)

Willy Brandt è stato un politico tedesco, probabilmente tra le maggiori figure della socialdemocrazia europea del secondo dopoguerra.

La storia personale e politica di Willy Brandt, nato Herbert Ernst Karl Frahm nel 1913, cresciuto ed educato all’interno del movimento dei lavoratori di Lubecca (una città dove la Socialdemocrazia aveva costruito una delle organizzazioni più potenti e radicate di tutta la Germania), è difficilmente sintetizzabile, perché attraversa tutto il Secolo breve: dall’antifascismo giovanile nella Repubblica di Weimar, passando per la decisione di affrontare l’esilio e la resistenza al regime nazista, il ritorno in Germania a fine guerra e l’impegno nella Socialdemocrazia prima come Borgomastro di Berlino, ed è proprio in questa veste che denuncia al mondo la decisione del governo della Repubblica democratica tedesca di costruire il Muro (1961), e poi come Cancelliere, il primo socialdemocratico nella storia della Repubblica federale, vincitore del Premio Nobel per la pace per la sua Ostpolitik (1972). E, ancora, lo sforzo come Presidente dell’Internazionale socialista e Presidente della Commissione indipendente sui rapporti tra Nord e Sud del mondo. Fino all’emozione per la caduta del Muro (1989) e per la riunificazione tedesca (1990).

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– Ho scritto un profilo biografico di Brandt, pubblicato sul numero 4/2019 del Mulino.