Il giorno dell’unità della politica curda e dell’Iraq federale

Un’immagine più di tante parole: mentre la polizia blocca il traffico e bisogna percorrere a piedi gli ultimi 500 metri per arrivare al palazzo dove s’insedierà Nechirvan Barzani, la strada è piena di bandiere. Curde, certamente, ma accanto ad esse sventolano anche quelle irachene. In fondo è il giorno in cui entra in carica il presidente della regione autonoma curda della Repubblica irachena: la simbologia del 10 giugno 2019 rivela pienamente il ritorno della regione autonoma nella dinamica costituzionale dello Stato federale.

L’indipendenza nazionale non è più all’ordine del giorno, anzi è letteralmente scomparsa dall’agenda curda, anche per i Barzani, che con il Partito democratico del Kurdistan (PDK) avevano provato, nel settembre 2017 con il referendum, a forzare la mano, fiduciosi di un esito diverso e anche di una maggiore disponibilità della comunità internazionale. Gran parte del popolo li aveva seguiti e allora per le strade sventolavano solo bandiere curde fino alla scontata vittoria dei sì per l’indipendenza piena e formale da Baghdad. Invece, sono stati travolti dalla reazione irachena, perdendo anche il controllo di Kirkuk e di altre zone curde, oggi occupate dall’esercito iracheno e dalle milizie scite.

Continua sul sito dell’Atlante Treccani.

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