Orban svela la crisi della CSU

Nel 1953, al congresso della Cdu, il bavarese Franz Josef Strauß enunciò una sorta di teorema: «Siamo convinti che senza e contro di noi, senza e contro questo blocco cristiano-democratico e cristiano-sociale in Germania non sia più possibile governare». L’affermazione di Strauß conteneva due conseguenze: da un lato il blocco conservatore era e doveva restare il perno del sistema politico tedesco. Ma, al tempo stesso, questo blocco era tutt’altro che monolitico, segnato da due poli: quello della Cdu e quello cristiano-sociale bavarese, la Csu, che non era solo un partito regionale ma rappresentava la condizione necessaria per l’egemonia dei conservatori nella Repubblica federale. I rapporti tra i due partiti sono sempre stati segnati dal conflitto che l’idea di Strauß, potenzialmente, conteneva: la Csu ha tentato sempre di proporsi come “quarto” partito tedesco, puntando a influenzare in modo rilevante la politica del potente alleato. Tant’è che, ad esempio, celebri sono rimasti gli attacchi dello stesso Strauß al cancelliere Ludwig Erhard o le diverse valutazioni di Cdu e Csu sulla Ostpolitik brandtiana.

Continua sul sito della Rivista Il Mulino.

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