La sinistra tedesca e la crisi in Ucraina.

Posted by

Nella recente crisi in Ucraina e i fatti di queste ore in Crimea la sinistra tedesca sembra reagire per la prima volta in modo compatto e concorde: dopo il congresso della Linke sul programma per le elezioni europee – congresso vero, con una discussione profonda e non banale sulla natura del progetto europeo – sembra ormai sempre più verosimile una più fattiva collaborazione tra i due partiti, in vista di una vera e propria alleanza elettorale già nelle prossime elezioni nei Länder.

La SPD, che ad oggi annovera il Ministro degli esteri, Frank Walter Steinmeier, ha dichiarato la necessità di evitare ulteriori escalation, con l’importante aggiunta – in un momento in cui praticamente tutta la stampa occidentale sembra addebitare l’origine della crisi alle scelte russe – che è necessario tornare ai tavoli diplomatici, evitando insensate e dubbie rotture con Mosca.

In particolare, contro le ipotesi di boicottaggio del prossimo G8, Steinmeier ha dichiarato che: «Il G8 rappresenta l’unica luogo in cui è possibile un dialogo diretto dell’occidente con la Russia. Si dovrebbe forse sacrificarlo? Dobbiamo contribuire ad un alleggerimento della situazione in Ucraina ed evitare di fare riferimento a ipotesi che potrebbero peggiorare il clima. Non sarebbe di aiuto». Il riferimento va proprio a letture unilaterali della crisi e a reazioni spropositate dei governi occidentali.

Ancora poche ore fa, nella dichiarazione che annuncia il vertice europeo straordinario per il 6 marzo seguito all’incontro avuto con il Ministro degli esteri francese Laurent Fabius, Steinmeier è tornato a sottolineare la necessità di proseguire la strada del dialogo con la Russia.

La dirigenza socialdemocratica, seppur in palese ritardo, sembra intenzionata a giocare adesso un ruolo di mediazione: la strada “diplomatica” è la plastica rappresentazione di una rinnovata attenzione ad Est, non nuova ed anzi quasi imprescindibile tanto per i socialdemocratici eredi di Brandt e della sua Ostpolitik quanto per la stessa Germania, che non potrebbe tollerare un’escalation militare nella sua porta orientale, tantomeno una rottura unilaterale con Mosca (un’ottima sintesi della questione si può leggere qui).

Anche la Kanzlerin, Angela Merkel è sembrata in queste ore più attenta ad evitare scelte drastiche, finalizzate a isolare la Russia nel quadro internazionale. Va, tuttavia, sottolineato il ritardo (ma anche l’evidente ipocrisia) con cui la diplomazia europea e anche quella tedesca abbiano maturato un intervento sul fronte ucraino La scelta di sostenere, quasi incondizionatamente, l’opposizione al governo e al Presidente ucraino Viktor Yanukovych sembra aver accelerato un processo di disgregazione del paese dagli esiti abbastanza incerti. La reazione di Mosca, a difesa di alcuni siti strategici e della popolazione russofona, era ampiamente prevedibile: il rapido schieramento di truppe russe in Crimea è, d’altro canto, l’esplicita definizione di un confine, oltre il quale non Mosca non può accettare interferenze (la perdita della Crimea e dei suoi porti) ma che lascia aperte (ancora) soluzioni diplomatiche per il resto del paese.

Domenica 2 marzo è stato diffuso un comunicato (Deve essere evitata una nuova guerra in Europa) di Katja Kipping e Bernrd Riexinger, segretari del partito, e di Gregor Gysi, capogruppo al Bundestag. Nel comunicato si chiede con forza la definizione di una soluzione diplomatica («nell’attuale crisi in Ucraina può esserci solo una soluzione insieme alla Russia e non contro di essa») e si stigmatizza la mobilitazione generale dell’esercito disposta dai vertici istituzionali reggenti dell’Ucraina. Ma, cosa molto importante, si chiede che a guidare il negoziato possa essere l’ex Cancelliere socialdemocratico Gerhard Schröder, anche in ragione dei suoi rapporti con il Presidente Putin. Si tratta di una scelta importante e coraggiosa dell’attuale gruppo dirigente del partito: la strada diplomatica tramite un riconoscimento importante ad un “vecchio nemico” che in questa fase potrebbe giocare nuovamente un ruolo per riportare le parti sulla strada del dialogo e, soprattutto, evitare reazioni incaute in una partita dai contorni sempre meno locali e sempre più globali.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...