Sono un iscritto della Linke.

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Da martedì sono un iscritto al partito Die Linke. Nella mia casella mail  ho trovato i saluti del partito berlinese e mi è stato comunicato che i miei dati sono stati trasmessi al “circolo” del mio Bezirk, Friedrichshain-Kreuzberg. Ieri ho ricevuto per posta i materiali più significativi, come lo statuto e il programma.

A voler fare una battuta, che ho ripetuto a un caro amico, passo dalla mia attuale disoccupazione alla disperazione…

Battute a parte, chi ha letto questo blog sa che non sono mai stato tenero con la Linke, che l’ho spesso contestata e che, persino il giorno dopo le elezioni, ho trovato abbastanza superficiali le analisi del gruppo dirigente. E, tuttavia, è fin troppo facile scrivere su internet e dispensare giudizi, in particolare quelli non richiesti. Sono ancora convinto che la politica sia analisi e azione collettiva e allora credo che possa essere interessante provare a vivere questa dimensione collettiva anche qui a Berlino.

Molti compagni mi hanno fatto notare che superata è la stessa forma partito. Non mi hanno convinto e, comunque, non ho ancora capito cosa dovrebbe sostituirla. Tra mille limiti, il partito resta ancora un luogo dove provare a discutere e a farsi un’idea del mondo. Perciò, eccomi qui, a far parte di questo piccolo ma interessante partito tedesco.

Spero di poter vivere e capire meglio la politica cittadina e magari anche quella di quartiere (ma qui parto avvantaggiato: la concorrenza è tutta a sinistra, con i Grünen al 39,9%, la SPD al 18% e la Linke al 17,2%). Spero di poter sfruttare questa prospettiva per capire se e come cambia la sinistra in uno stato come la Germania e in un contesto come quello attuale. Se l’obiettivo sarà vivacchiare, me ne andrò: ma ho fiducia nella nuova dirigenza del partito e, in particolare, in Katja Kipping.

Conto nel riavvicinamento con la SPD e in una riflessione libera da condizionamenti sulla crisi. Spero di poter raccontare il dibattito interno al partito, come pure quello che animerà la SPD. Soprattutto spero di poter dare anche un piccolo contributo, fosse anche solo organizzativo, ai miei nuovi compagni.

Nel frattempo, spero di poter continuare l’impegno del blog. Ma mi sembrava doveroso chiarire questa mia scelta. Non perché sia meno libero – la presunzione di essere liberi e non condizionati è prerogativa esclusiva di quelli del Fatto quotidiano… – ma perché, in fondo, lo stesso blog è stato un mezzo per determinare questa scelta.

Si racconta che l’imperatore Costantino quando, in punto di morte, volle essere battezzato, si sia chiesto, mormorando, se fosse una buona idea. Una persona come me trova la scelta di Costantino sbagliata e tuttavia abbastanza ironico e divertente il racconto della vicenda. È il classico adagio molto in voga a Roma: “Hai visto mai…”. E allora con gli stessi dubbi di Costantino, vediamo un po’ se ho fatto la scelta giusta. Hai visto mai…

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