Elezioni tedesche: vince la Merkel.

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Le urne si sono chiuse alle 18 ma il verdetto è emerso dopo pochi minuti: ha vinto Angela Merkel, indiscutibilmente. Poco conta se e con chi dovrà formare una coalizione: la Kanzlerin si è imposta, il suo partito, la CDU,  e l’alleato bavarese CSU sfiorano la maggioranza assoluta dei seggi. L’eventualità di una Grande coalizione o di un accordo con i Verdi sono questioni secondarie: il governo sarà guidato da Angela Merkel, uscita dalle urne ancor più forte. Il caso di un governo che, nel corso della crisi, non perde consensi (alle 23.30 l’Union consegue il 7,9% in più rispetto al risultato del 2009) dovrà essere studiato attentamente, nel frattempo il segnale politico che l’elettorato tedesco lancia è chiarissimo: avanti “adagio” sulla strada sin qui intrapresa, in particolare sul versante europeo.

Fuori dal Bundestag i liberali della FDP. Farebbero bene a tenerlo presente i soloni italici che hanno visto nello spostamento a sinistra della SPD (ma di quale spostamento parlano? Boh…) la ragione della sconfitta dei socialdemocratici. È il classico errore di chi applica categorie tutte italiane al dibattito tedesco. E invece gli elettori tengono fuori il partito che aveva promesso molto e che è stato ripetutamente sconfitto nelle lezioni di medi termine: no ai sindacati, no alla codecisione (Mitbestimmung), meno tasse, meno stato e più mercato, questi erano i punti di forza della FDP, mitigati nell’ultimo programma elettorale per semplici ragioni di opportunismo. Ma gli elettori, stavolta, non ci hanno creduto.

Sfiora l’impresa Alternativ für Deutschland che per pochissimo non entra in parlamento. Anche qui un segnale chiaro alla Merkel e, in generale, agli altri paesi europei: il contributo tedesco al salvataggio dell’euro non è infinito. Se le cose dovessero restare così (AfD poco sotto il 5% e fuori dal Bundestag)  la Merkel potrà sfruttare questo buon risultato di AfD e continuare nella strada sin qui intrapresa: in Europa è ormai la leader più forte e più riconosciuta e potrà  utilizzare il buon risultato degli “euroscettici” per ribadire che a pazienza tedesca non è infinita. Insieme ai liberali, AfD rappresenta quasi il 10% dell’elettorato: una “fetta” consistente che non sarà rappresentata in parlamento e di cui, però, occorrerà tener conto.

Peccato per il risultato dei Pirati, per quanto atteso. Fermi all’1,5% i neonazisti della NPD.

A sinistra le cose vanno come dovevano andare: male. Male i Verdi che perdono terreno, male la Linke che può gioire di essere la terza forza del Parlamento solo per aver vinto, di pochissimo, la competizione con i Grünen, male la  SPD che ottiene un magro 25,6% (2,6% in più rispetto al 2009 e secondo peggior risultato di sempre)  e in un’eventuale grande coalizione non sarà determinante ma contribuirà solo a rafforzare la Kanzlerin. E, tuttavia, meglio restare all’opposizione. A sinistra, nonostante tutto, qualcosa in queste elezioni si è mosso. Un’alleanza di SPD, Linke e Verdi potrebbe essere maggioritaria e i presupposti ci sono ormai tutti. Ed è una strada che merita di essere percorsa.

Qui tutti i risultati, anche per circoscrizione elettorale.

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