Il diritto a un’esistenza dignitosa e la riforma dell’Hartz IV.

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Il Grundrechte Report – Zur Lage der Bürger- und Menschenrechte in Deutschland è un rapporto annuale, giunto alla diciassettesima edizione, e frutto del lavoro congiunto di numerose organizzazioni (l’Humanistische Union, il Republikanische Anwältinnen- und Anwälteverein, la Vereinigung demokratischer Juristinnen und Juristen solo per citare alcune tra quelle attive nella fase di coordinamento editoriale).

Come recita il sottotitolo, l’obiettivo del rapporto è verificare lo stato dei diritti fondamentali dei cittadini in Germania e, se possibile, avanzare delle proposte che possano colmare il divario tra quanto previsto nei testi normativi – a partire dalle libertà fondamentali contenute nel Grundgesetz – e ciò che si manifesta concretamente nella vita quotidiana dei cittadini tedeschi.

Vale la pena soffermarsi sul breve ma incisivo intervento di Franziska Drohsel (giurista, con un passato da dirigente della giovanile della SPD) a proposito delle prestazioni che lo Stato è tenuto a effettuare in favore di determinati soggetti (queste prestazioni sono note, comunemente, come Hartz IV, dal nome del presidente della Commissione che lavorò, durante il governo socialdemocratico, alla riforma dello Stato sociale).

Drohsel analizza il percorso che ha portato numerosi tribunali a dover intervenire sull’entità del contributo: nel 2010 lo stesso Tribunale costituzionale federale, il Bundesverfassungsgericht, aveva esortato il legislatore a determinare, tramite un processo trasparente e ricostruibile, l’importo minimo al di sotto del quale il contributo non avrebbe potuto assicurare al beneficiario un’esistenza rispettosa della dignità umana (Das Grundrecht auf Gewährleistung eines menschenwürdigen Existenzminimums).

In questo modo sarebbe possibile, da un lato, valutare (anche nei termini di compatibilità con il testo costituzionale) il percorso effettuato dal Legislatore per definire l’entità del contributo: quali sono, cioè, gli elementi e i fattori (meglio ancora: le spese!) di cui tener conto, ad esempio l’affitto di casa, l’energia elettrica, le spese mediche. Dall’altro, sarebbe possibile fissare un parametro chiaro, da utilizzare poi caso per caso, ad esempio per famiglie con uno o più figli, in contesti particolari, etc.. Un Tribunale di Berlino ha espressamente condannato la mancata valutazione di queste situazioni nella determinazione del contributo: bisogna tener presente che tutto il sistema è gestito da funzionari amministrativi che talvolta manifestano, lamenta Drohsel, un atteggiamento di sfiducia e di vera e propria diffidenza verso coloro che fanno richiesta. Definito il parametro per via legislativa, sarebbe possibile verificare immediatamente se il contributo erogato sia in grado di assicurare un’esistenza dignitosa o meno.

Purtroppo ad oggi la richiesta del Bundesverfassungsgericht è stata disattesa dal Governo federale: l’auspicio della Drohsel è un riforma de tema sociale che punti a un piena realizzazione del diritto alle condizioni minime per un’esistenza non lesiva della dignità umana. La necessità di una riforma del sistema sociale sembra non essere più procrastinabile e non appare più come una semplice rivendicazione di frange troppo “radicali”.

Qui la sentenza citata del Bundesverfassungsgericht disponibile anche in inglese.

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