All’arrembaggio. Il Partito pirata alle elezioni federali.

Posted by

Il Partito pirata è stato negli ultimi anni un vero “caso politico” in Germania, in particolare dopo l’ottimo risultato ottenuto nelle elezioni per la città-stato di Berlino del 2011 (con l’8,9% sono la quinta forza politica, qui un quadro riassuntivo). Purtroppo, in particolare nel corso dell’ultimo anno, sono aumentate le frizioni interne e le discussioni, alimentando le voci di una “inaffidabilità” del partito, soprattutto nel reggere le sfide dettate dal sedere in Parlamento e da un eventuale sostegno al governo. Il partito sembra aver dilapidato buona parte delle simpatie che aveva suscitato, sino a mettere davvero in forse la possibilità di superare il 5 per cento e, di conseguenza, di eleggere propri rappresentati al Bundestag.

Leggendo il programma (Wir stellen das mal infrage, più o meno: Discutiamone), bisogna riconoscere che i Pirati svecchiano decisamente i riti della politica tedesca. Due cose balzano subito agli occhi: un linguaggio fresco e comprensibile, lontano da tecnicismi ma non per questo superficiale, e una ricchezza di tematiche impensabile negli altri programmi elettorali dei partiti storici. I Pirati coniugano, infatti, tematiche condivise anche dagli altri partiti – riforma dell’istruzione, del mercato del lavoro, della finanza – con questioni assolutamente nuove, come un’attenzione ai nuovi diritti legati alle potenzialità della rete, la difesa dei lavoratori e delle lavoratrici del sesso, la salvaguardia dei diritti dei tifosi delle squadre sportive.

wahlprogramm280v2Ad aprire il programma è la sezione dedicata a Libertà e diritti fondamentali, un binomio declinato in modo molto concreto. Innanzitutto, al centro dell’analisi dei Pirati si trova un vero catalogo dei nuovi diritti che devono essere tutelati in ragione delle sfide poste dalla rete e da internet. Ecco perché imprescindibile è un’energica difesa del diritto alla privacy e alla tutela dei dati personali (in particolare, molto dettagliate sono le proposte per impedire raccolte improprie di archivi contenenti dati dei cittadini e l’uso fraudolento di tecnologie informatiche volte a raccogliere e conservare informazioni su singoli o su gruppi organizzati, pp. 11 e ss). Seguono proposte per semplificare il diritto d’asilo, che deve essere rafforzato e ancorato esclusivamente a motivi umanitari (pp. 17 e ss.), per assicurare una piena libera circolazione delle persone in tutta Europa, per annullare la pratica del rimpatrio coatto e della reclusione coatta in centri di detenzione (pp. 19 e ss.), per facilitare la piena legalizzazione dei Papierlosen e l’attribuzione della cittadinanza tedesca a tutti coloro che nascono in Germania (p. 100).

Inoltre i Pirati sembrano prefigurare un diritto penale “minimo” (pp. 156-157, ma siamo ancora a semplici enunciazioni di principio, per quanto importanti), ipotizzando il ricorso allo strumento della pena detentiva solo in casi estremi. Alla depenalizzazione, si affiancano previsioni per maggiori tutele e diritti in settori talvolta “sommersi”: è il caso della prostituzione, con l’esplicito riconoscimento dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici del sesso (tramite la piena valorizzazione del diritto alla scelta del proprio lavoro e a una piena autodeterminazione sessuale, p. 22). Interessante è, poi, il contrasto a ogni forma di divieto amministrativo che limiti la libertà di movimento: il riferimento diretto va ai tifosi di squadre sportive colpiti da divieto, il più delle volte stabilito esclusivamente dalla polizia, di frequentare gli stadi, p. 24 (come pure la richiesta di controlli delle forze dell’ordine che rispettino la dignità degli individui coinvolti). Degna di nota è la richiesta di un codice identificativo per i poliziotti, p. 164.

Non potevano mancare proposte per aumentare la partecipazione dei cittadini ai processi politici: a cominciare dall’introdurre la pratica del Bürgerhaushalt (di fatto il bilancio partecipato, p. 29, anche se non molto chiare sono le modalità con cui dovrebbe essere realizzato). Segue, poi, una proposta per determinare la piena partecipazione dei cittadini al processo legislativo: oltre alla possibilità di presentare al Bundestag proposte di legge, i Pirati chiedono che i cittadini possano determinare e concludere l’approvazione di leggi tramite la sottoscrizione (in un arco di tempo di sei mesi) di un milione di aventi diritto al voto (due se la legge prevede modifiche costituzionali); contro le proposte giudicate incostituzionali è ammesso ricorso, da parte del governo o del Bundestag stesso, al Tribunale costituzionale federale (pp. 30 e 31). Sembra, però, restare sospesa la posizione costituzionale di queste leggi (se in tutto e per tutto simili alle leggi approvate in via ordinaria dal parlamento o piuttosto norme interposte tra queste e la disciplina costituzionale). Infine, tutte le modifiche costituzionali dovrebbero richiedere sempre l’approvazione dei cittadini tramite referendum.

Seguono disposizioni sulle infrastrutture informatiche, sulla necessità di garantire l’accesso alla rete e a livelli adeguati di tecnologia, di tutelare i diritti e la privacy degli utenti di internet: in particolare i Pirati intendono salvaguardare e rafforzare il principio della cd. neutralità della rete, pp. 35 e ss..

Un tema che torna spesso nei programmi elettorali è quello della lingua tedesca. I Pirati riescono a declinarlo in modo convincente: la scuola va riformata cercando di assicurare la valorizzazione delle altre lingue straniere e, al contempo, occorre investire per la piena integrazione dei migranti e di quanti nascono in famiglie di lingua non tedesca, attivando corsi di tedesco di qualità a costo zero (corsi che dovrebbero condurre ogni individuo almeno fino al livello B1 del quadro comune europeo e al C2 per chi ne fa richiesta, p. 104).

Sulla scuola e la formazione bisogna sottolineare come il programma dei Pirati sia fra i più avanzati: a una difesa del modello duale (scuola e formazione professionale, caratteristica del sistema formativo tedesco) si accompagnano le richieste di cospicui interventi finanziari per aumentare il numero degli asili (p. 43) e una riforma della scuola di base, ipotizzando un ciclo unico comune per più anni (p.44), evitando così una precoce canalizzazione, alla base di una bassa mobilita sociale dell’intero paese. Interessantissime sono poi le previsioni per abolire le tasse universitarie laddove introdotte (p. 43) e per riformare il processo di Bologna (in particolare favorendo maggiormente la transizione tra Bachelor e Master).

Anche sul lavoro il programma è molto interessante: spicca la previsione di un salario minimo, fissato per via legislativa a 9,02 Euro per i contratti di lavoro a tempo indeterminato e a 9,77 per quelli a tempo determinato, evidentemente con l’intento di scoraggiarne l’uso, pp.75-76 (si prevede, inoltre, una commissione che valuti ogni sei mesi la possibilità di aumentare l’importo del salario minimo). Tale misura è, però, solo propedeutica all’introduzione di un vero reddito di cittadinanza (bedingungsloses Grundeinkommen, pp. 76 e ss., finanziato in particolare tramite una tassa sulle transazioni finanziarie), che dovrà unificare le misure di previdenza sociale si qui separate (la proposta dei Pirati non va confusa con il Bürgergeld della FDP che non è una misura generale ma rivolta esclusivamente ai disoccupati). Anche per i Pirati necessario è rafforzare la codecisione (Mitbestimmung) a partire dall’attribuzione di maggiori diritti ai Consigli di azienda (Betriebsräten), p. 84, ma nel programma sono anche presenti una serie di disposizioni per disciplinare in modo più stringente il lavoro interinale (p. 86), per combattere il precariato e, persino, per introdurre maggiori tutele nei call center (peccato non aver richiesto in questo settore il contratto collettivo nazionale).

I Pirati chiedono, inoltre, che al concetto giuridico di matrimonio si sostituisca quello di coppia registrata (eingetragene Lebenspartnerschaft), slegato da ogni valutazione sul sesso e sulle preferenze sessuali dei componenti (p. 97). A tutte queste coppie dovrebbe essere concessa l’adozione e la possibilità di educare i figli. Interessanti sono anche le politiche previste per le droghe, l’alcol e il fumo, finalizzate a combattere il moralismo implicito di alcune leggi, che spesso limita però l’esercizio dei dritti fondamentali, e a garantire la piena autodeterminazione degli individui. Va ricordata anche la richiesta di liberare dall’onere della ricetta medica la vendita della pillola del giorno dopo (p.111). Di assoluto rilievo sono le proposte per un approccio critico ai problemi psichici (pp. 118 e ss.), a partire dal prevedere maggiori reparti psichiatrici, per assicurare diritti e pari opportunità nel mondo del lavoro (ad esempio ipotizzando la possibilità di un maggior numero di giorni di vacanza) a soggetti con disturbi psichici, sino ad assicurarne la piena autodeterminazione.

Nonostante la chiarezza del programma, i Pirati, secondo gli ultimi sondaggi, non riusciranno ad entrare in parlamento. È sicuramente un peccato, perché potrebbero contribuire in modo intelligente e costruttivo a un rinnovamento della politica tedesca. Tuttavia i Pirati scontano, come già ricordato, una certa litigiosità interna (assolutamente fisiologica in una struttura così orizzontale) e sono percepiti come non ancora in grado di fronteggiare le sfide del governo federale. Ma forse, le ragioni di un risultato non lusinghiero non sono da ricercare solo in errori del partito ma anche nella difficile campagna elettorale, dominata più che da una discussione sui contenuti, sulle paure della crisi e sull’attendibilità delle ricette proposte.

Va ricordato, infatti, come l’attuale campagna elettorale sia stata dominata, quasi per intero, dalla politica estera e, in particolare, da quella europea: in particolare la Merkel e il suo partito hanno gestito tutta la compagna come un vero e proprio referendum sull’azione del governo. I pirati, invece, hanno scelto di presentarsi all’elettorato tedesco con un programma sicuramente valido ma che ha messo in secondo piano le questioni legate alla crisi economica e all’indebitamento dei paesi dell’Unione. A questi temi sono dedicate poche pagine (pp. 125-131), molto generiche, seppur chiare (e, per l’elettorato tedesco, dirompenti), ad esempio, nella richiesta di taglio dei debiti degli stati, p. 126, e nella nazionalizzazione di alcune banche – per quanto come extrema ratio – in caso di indebitamento incontrollato.

Purtroppo questa scelta non sembra aver premiato il giovane partito che fatica a trovare una sua collocazione: in un momento di crisi le forze politiche tradizionali appaiono più affidabili e più pronte ad affrontare le sfide che hanno di fronte. E, tuttavia, sarebbe forse auspicabile che un piccolo drappello di membri della Piratenpartei potesse sedere al Bundestag: la democrazia tedesca non avrebbe che a giovarsene e anche le forze politiche tradizionali potrebbero trarre profitto nel fare i conti con questa piccola, sicuramente poco organizzata ma comunque agguerrita formazione politica. In bocca al lupo.

Fine quarta puntata

                                                                                                                             Continua…

One comment

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...