Dove va la Linke?#4

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A pochi giorni dal congresso di Göttingen, appare ancora complicata la situazione della Linke. Oskar Lafontaine ha ritirato la propria candidatura, dal momento che non era in grado di riunificare il partito e di determinare una scelta unanime del prossimo segretario. Si vocifera anche che questa scelta di Lafontaine sia finalizzata lanciare alla guida del partito Sara Wagenknecht, ma sono speculazioni fondamentalmente inutili: ad oggi, infatti, nessuno sembra avere le idee chiare per come uscire dalla crisi di consensi e di prospettiva che investe il partito.

L’auto-candidatura di Lafontaine ha mostrato come il partito sia sempre più diviso e che il semplice annuncio del ritorno del vecchio leader carismatico non abbia avuto l’effetto di appianare le divergenze: evitare di affidarsi ciecamente al carisma del fondatore appare forse una condizione irrinunciabile per dare al partito una svolta vera e profonda, nonché per avviare una discussione autentica che produca una nuova cultura politica del partito. Del resto la stessa iniziativa di lancio della candidatura di Lafontaine era apparsa estremamente  limitata e priva di vere prospettive.

Dietmar Bartsch non ha ritirato la sua candidatura, ma ha continuato a sottolineare la necessità di definire una nuova piattaforma programmatica per la Linke, evidenziando anche la necessità di pensare a nuove alleanze, dentro e fuori il parlamento. Bartsch ha incassato anche il sostegno di Lothar Bisky, che contribuì insieme a Lafontaine alla nascita del partito. Qualcuno spera in un accordo proprio tra Bartsch e Wagenknecht, che riunisca le anime del partito e lo rafforzi in vista delle elezioni del prossimo anno.

Recente è la candidatura al vertice di due donne (sino ad oggi la Linke ha sempre avuto due segretari, di solito un uomo e una donna, divisi anche tra Est e Ovest): si tratta di Katharina Schwabedissen, rappresentante del partito del Nord-Reno Westfalia, e di Katja Kipping, parlamentare. Due giovani donne, la prima è nata nel 1972 la seconda nel 1978, una dell’Ovest l’altra dell’Est, ma anche questa proposta al momento non sembra essere risolutiva.

Nel frattempo, interessanti documenti ed iniziative: la Linke ha incontrato e sostenuto Alexis Tsipras di SYRIZA, qui una sintesi dei punti in comune. La SPD ha pubblicato un documento (qui la versione in inglese) della cosiddetta Troika che guida il partito (Sigmar Gabriel, Frank-Walter Steinmeir, del quale si consiglia anche questo recente testo in inglese, e Peer Streinbuck). Il documento si concentra sulla nozione di sviluppo e di crescita per far risalire nuovamente l’occupazione. Si tratta, a prima vista, di un’interessante proposta che, senza uscire dal tutto dai parametri e dalla scelte imposte dalla Cancelliera Merkel, prova a declinare possibili interventi di un (futuro) governo socialista. Il ruolo della BCE non sembra subire alcuna modifica di rilievo ma si prevede un utilizzo mirato e specifico della risorse comunitarie, nonché l’importante proposta di un’agenzia di rating europea. Su questo occorrerà tornare.

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