Dove va la Linke? #1

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Le elezioni nel NordrheinWestfalen si sono concluse con la vittoria della SPD, che governerà formando una coalizione con i Verdi, e la sconfitta (peggior risultato di sempre) della CDU. Un simile risultato era previsto da qualche settimana e Angela Merkel aveva già anticipato che in gioco era esclusivamente una vicenda politica regionale, senza alcuna influenza per il governo federale. Inevitabilmente, però, la Cancelliera, seppur potendo disporre di una sensibile popolarità personale, dovrà fare i conti con le difficoltà del suo partito e, più in generale della coalizione che la sostiene. Tornano a sorridere i liberali della FDP che ottengono un buon risultato, dopo una serie di sconfitte che sembravano mettere in dubbio la stessa presenza del gruppo al Parlamento dopo le elezioni del prossimo anno.

Al contrario la SPD incontra in questo momento la simpatie degli elettori, ma ancora non riesce a sciogliere il nodo legato al candidato cancelliere che sfiderà la Merkel tra un anno. Tre sono attualmente i possibili candidati: il segretario Sigmar Gabriel, il capo della delegazione parlamentare Frank-Walter Steinmeir e il deputato Peer Steibrück, già “incoronato” dall’ex cancelliere Helmut Schmidt.

I pirati “conquistano” un nuovo parlamento regionale, dopo la città stato di Berlino e, più recentemente, lo Schleswig-Holstein, si confermano come la vera novità politica degli ultimi anni e ottengono un importante risultato e possono ragionevolmente aspirare ad essere presenti al Bundestag con le elezioni del prossimo anno.

Esce dal Landtag la Linke, che ottiene un misero 2,6% e che rischia di tornare ad essere una semplice forza regionale, radicata particolarmente a Est, come prima della fusione tra la PDS e il gruppo fuorisciuto dalla SPD guidato da Oskar Lafontaine. Vale la pena di ragionare brevemente su questo ridimensionamento della Linke, che è stata a lungo un modello invocato (spesso a caso) anche in Italia.

Nei primi anni di vita, la Linke si proponeva come radicale alternativa alla SPD, come un partito “diverso”, e cioè pienamente antiliberista. Erano gli anni dell’ultimo governo Schröder e, sino ai primi anni della grande coalizione CDU-CSU/SPD guidata da Angela Merkel (2005-2009), si trattava di uno slogan che poteva avere un senso (nonchè un successo in termini elettorali). Con il passare degli anni, però, esso ha esauirito la propria funzione e la Linke sembra finita in un cul de sac, ovvero appare un partito incapace di intervenire con efficacia nell’attuale crisi economica e sociale. Inoltre, quanto all’elaborazione politica, il partito non ha prestato significativa attenzione alle nuove questioni poste, ad esempio, dall’utilizzo della rete e dalle sue potenzialità (in questo senso, invece, molto è stato fatto dai Pirati). Ma soprattutto, continuare a proporsi esclusivamente come alternativi alla SPD, senza provare a definire alcuna ipotesi di collaborazione, rischia di determinarne l’isolamento politico e, quindi, l’inutilità, chiaramente percepita dall’elettorato tedesco. La crisi della Linke è profonda e nei prossimi mesi il partito dovrà affrontarla: si vocifera di un ritorno di Lafontaine alla guida del partito, ma anche un personaggio così carismatico potrebbe poco senza una radicale trasformazione del partito e del suo programma.

Ovviamente lo stesso può dirsi per la SPD che, rifutando ogni accordo con la Linke, avvalora, nonostante le smentite, l’ultima fatta dal segretario Gabriel in una lunga intervista sull’ultimo numero della Zeit, l’ipotesi di puntare ad una nuova edizione della Grande coalizione, magari a guida socialdemocratica. Il quadro politico sembra, quindi, finire paradossalmente per ruotare proprio intorno al partito conservatore, che ne diventa, anche in un momento di difficoltà, il vero protagonista.

In Germania, quindi, non è stata trovata (ancora) alcuna via d’uscita a sinistra dalla crisi e la recente vittoria socialista in Francia non sembra precludere a nessun vero cambiamento nell’affrontare la crisi. C’è spazio a sinistra? Meglio: c’è vita?

Un’occhiata ai risultati elettorali:

ARD

FAZ

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