Si comincia

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Da tempo volevo aprire un blog tutto mio. Ma non l’ho mai fatto. Qualche mese fa avevo iniziato, cominciando a scegliere un nome e a registrarlo con wordpress. Poi ho abbandonato quasi subito.
In realtà aprire un blog è una cosa che mi tenta…ma anche no. Nel senso che se da un lato penso che mi piacerebbe pubblicare le cose che mi vengono in mente, dall’altro mi chiedo: vabbe, machivuoichesenefreghidellecosechescrivi? Insomma, in giro per la rete c’è un sacco di gente che scrive, molte cose sono interessanti, altre, con tutto il rispetto, pessime, ma il bello è proprio questo. Io ho qualcosa (si spera: di interessante) da aggiungere? Non lo so, e questo mi ha sempre un po’ trattenuto dall’aprire in blog mio. C’è poi un’altra questione: quando ho letto qualcosa di interessante, si trattava di blog costantemente aggiornati, magari da persone che riescono a interfacciare la propria attività con la rete. E io non so se sono in grado di farlo. Magari scrivo un post oggi e il prossimo tra due settimane. E questo non è un blog, ma un foglietto attaccato al frigorifero che serve a ricordare di comprare le uova, la mortadella o il detersivo. Oggi, però, mi sono deciso. Circa due mesi fa il mio vecchio pc si è rotto. È stato un fedele compagno di lavoro, è stato con me tre anni, abbiamo condiviso insieme il lavoro della tesi. Abbiamo cambiato molte case, (io) molte prese elettriche (lui). È stato in dipartimento a Pisa, a Göttingen, a Napoli e a Berlino. Abbiamo condiviso anche i tedeschi in biblioteca che si lamentavano perché scrivevo battendo i tasti troppo forte…A un certo punto è morto: adesso giace sulla mia scrivania e magari un giorno si riattiverà (come Doraemon…). Per un bel po’ non ho avuto un pc (nonchonaliraemanconeuro) e oggi, trovando un’offerta vantaggiosa (speriamo…), ho un nuovo compagno di lavoro. Non è un Apple, perché costava troppo (per la verità non so nemmeno come pagherò questo, ma si sa c’è la crisi, Monti, la Merkel, il capitale finanziario globale, le agenzie di renching…vuoi vedere che solo io non posso fare un po’ di finanza creativa?): il nuovo PC è un fedele PC proletario, modello Gondrano, il cavallo della Fattoria degli animali, che lavora indefesso per la causa (niente facili battute su quale animale potrei interpretare io…). E, dunque, se cambio il pc, posso anche provare ad avere un blog. Ma un blog non si ha, al massimo si scrive su un blog, nel senso che non basta registrare un indirizzo e averlo, bisogna farlo crescere…e io ci provo. Non so quanto durerà, se non riuscirò a farne un luogo dove innanzitutto io discuto con una certa costanza, lo chiuderò. Nessuna promessa, quindi: vediamo quanto riesco ad andare avanti…

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